Programma elettorale elezioni Ardea 2022
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Il programma della coalizione civica di cui facciamo parte

ARDEA ALZA LA TESTA

Ardea è ormai un comune di quasi 50.000 abitanti che ha conosciuto negli ultimi trent’anni un vero e proprio boom demografico, senza che ad esso corrispondesse una politica in grado di governare i tanti processi innescati dalla trasformazione di un paese in una città.

L’assenza di progettualità politica e l’incapacità della classe dirigente di valorizzare le potenzialità di un territorio così esteso e variegato, hanno prodotto nel corso del tempo uno sviluppo urbanistico sregolato con vistose lacune nelle opere di urbanizzazione primaria, servizi spesso inefficienti  (si pensi ai disservizi riscontrati nella raccolta rifiuti), ritardi nell’attuazione di politiche inclusive e di accessibilità fruibile per le Persone con disabilità, l’assenza di una strategia di sviluppo economico, sociale e culturale e soprattutto una comunità cittadina che fatica a riconoscersi come tale.

Le carenze producono da anni criticità crescenti. Oggi, impegnarsi per la città significa metter mano ad un’opera di ricostruzione che parta dalla relazione tra le persone, rinnovi il rapporto tra elettori ed eletti, consenta finalmente di immaginare, progettare e realizzare una nuova idea condivisa di città.

Solo un rinnovato senso di appartenenza, una visione comune e una programmazione a lungo termine possono restituire centralità alla nostra Città, rilanciandone l’appetibilità per le imprese, per i turisti e per gli stessi abitanti che, da anni, non trovano alcuna risposta ai propri bisogni essenziali, limitandosi a frequentare Ardea, non potendola vivere.

Quest’anno, siamo tutti chiamati a decidere quale città vogliamo per il futuro nostro e dei nostri figli. È un’occasione per uno scatto di orgoglio, per alzare finalmente la testa e scegliere temi e persone capaci di rappresentare la voglia di una città “normale” che Ardea attende da troppo tempo!

Crediamo, da sempre, che per essere all’altezza delle sfide politiche e sociali che attendono tutti noi, non siano sufficienti volontà, un buon curriculum e ottimi intenti se mancano preparazione, ascolto e sano realismo politico.

UNA CITTÀ NUOVA, A PARTIRE DAL METODO CHE UTILIZZIAMO

Viviamo in una città che non rispetta le esigenze di chi la abita e che rischia di condannare anche i cittadini di domani ad affrontare gli stessi disagi che noi viviamo oggi, la stessa mancanza di futuro e di prospettiva. 

La distanza tra la città che vorremmo e quella che abbiamo di fronte è così ampia, però, che sarebbe facile per noi redigere una “lista dei sogni” ed esercitarci nella pratica ormai inflazionata delle promesse elettorali.

Non crediamo, tuttavia, che questa strada sia giusta ed onesta nei confronti dei cittadini ai quali chiediamo consenso e sostegno. Non è giusta, perché non tutte le criticità hanno lo stesso peso e dunque non tutte le soluzioni immaginate possono avere lo stesso rilievo. Non è onesto, perché le risorse economiche a disposizione dei comuni – oggi più che ieri – sono scarse. Sarebbe dunque impossibile realizzare tutto ciò che vorremmo in cinque anni.

Abbiamo ritenuto opportuno, dunque, cambiare la prospettiva. Quella che proponiamo non è dunque la panacea di tutti i mali del comune, ma un’agenda di priorità, costruita attorno all’idea di una città che può e deve alzare la testa, iniziare a pensare al proprio presente e al proprio futuro. 

SETTE AREE PRIORITARIE DI IMPEGNO

Abbiamo individuato sette aree in cui la città è chiamata a fare la differenza. Si tratta di sette settori della vita cittadina, per i quali siamo certi che nei prossimi anni si possa fare la differenza, anche grazie ai fondi che arriveranno dal PNRR.

Quest’anno, accanto a tali misure abbiamo strutturato proposte che guardano anche allo sviluppo economico del territorio, non più rinviabile, all’ambiente e ai servizi a favore delle fasce di popolazione più fragili e povere.

Va da sé che il nostro operato non potrà esaurirsi nelle questioni di seguito delineate, ma non possiamo prescindere da queste iniziative per scandire l’azione amministrativa per i prossimi anni.

1. URBANISTICA E PIANIFICAZIONE DEL TERRITORIO: APRIRE SPAZI PUBBLICI

Politica è anzitutto governo e pianificazione. Occorre ribadirlo forte in un contesto, come Ardea, in cui da sempre la politica ha abdicato al suo ruolo e si è limitata a guardare inerme il dispiegarsi degli interessi privati e di parte. Per questo, noi crediamo che la prima vera azione di cambiamento sia quella di riprendere in mano gli strumenti urbanistici, innanzitutto completando quanto previsto dagli accordi di lottizzazione e mai portato a compimento.

È necessario esser determinati nella ridefinizione del patrimonio pubblico, procedendo alla trascrizione di strade, terreni ed edifici che ancora oggi non possono esser pienamente considerati di proprietà del Comune.

Infine, occorre aggiornare gli strumenti urbanistici esistenti, ormai obsoleti e mai aggiornati secondo l’evoluzione della normativa nazionale. Al vertice di questi strumenti vi è certamente il Piano Regolatore Generale, peraltro ampiamente disatteso e mai pienamente reso operativo. Aggiornare o riscrivere un PRG è un processo lungo nel quale è essenziale, a nostro parere, il pieno coinvolgimento della città, a partire dalle cittadine e dai cittadini, dalle associazioni e dai comitati di quartiere, fino agli attori economici, sociali e culturali che vivono e operano nella nostra città.

2. VALORIZZAZIONE DEL COMMERCIO, DELL’AGRICOLTURA, DEL TURISMO E DELL’ARTIGIANATO

Le politiche di welfare e le iniziative di sviluppo sociale devono ripartire dal rilancio dell’economia locale. Per questo sono centrali temi come il Commercio, il Turismo, la tutela del Mare, la Cultura, l’Agricoltura e l’Artigianato.

COMMERCIO – Il commercio è tra le leve che il Comune di Ardea non è mai stato in grado di sfruttare. L’attuale geografia delle attività suggerisce l’assenza di un piano strategico a supporto dell’imprenditoria locale: una città disgregata e destrutturata non è un buon posto per investire. Spetta all'amministrazione adoperarsi per attrarre capitali e per supportare la creazione di reti tra commercianti e imprenditori di Ardea e per generare nuovi posti di lavoro.

È fondamentale ripensare il territorio attraverso un censimento delle attività locali e una nuova progettazione urbanistica che includa uno specifico piano del commercio.

Altrettanto complessa e centrale per lo sviluppo di questo settore è l’individuazione, da parte di tutte le forze in campo, di una direzione e di strategie in grado di cogliere le vocazioni del territorio e incardinarle verso un percorso di crescita condiviso e sostenibile.

MARE – Un’altra risorsa di vitale importanza per Ardea è il mare. Piani di riqualificazione del litorale hanno portato benessere, turismo, rilancio del commercio nei comuni che hanno saputo sfruttarne le potenzialità.

Anche quest’anno, invece, Ardea si è riconfermata in fondo alla classifica Arpa. Un record in negativo che si ripete e che è legato alla qualità del mare e all’inquinamento ambientale. Ancora una volta i turisti sceglieranno altri lidi e i cittadini di Ardea dovranno accontentarsi di spiagge che non raggiungono la sufficienza. La questione è certamente legata all’inquinamento, causato il più delle volte dagli scarichi irregolari che spesso provengono da città limitrofe, ma questa è solo la punta dell’iceberg.

Ad impedire che il mare di Ardea possa essere considerato un “bene comune” e possa essere a disposizione di tutti, sono almeno tre fattori: l’abusivismo edilizio, la mancanza di infrastrutture (commerciali e non) e la presenza di consorzi.

La nostra città dev’essere in grado di vincere queste sfide per poter cogliere lo straordinario potenziale delle sue coste. L’obiettivo è duplice: trattenere la sua popolazione, restituendo alle coste il loro incredibile valore paesaggistico e sociale, e fare del turismo una delle basi dello sviluppo economico del territorio. Potenziamento delle strutture alberghiere e delle aree parcheggio, navette locali, attività commerciali sono solo alcuni degli strumenti per generare un indotto economico, fondamentale per sostenere le stesse strategie di rilancio.

CULTURA – Ci sono poche città che possono vantare eguale significatività storica e archeologica nel Lazio. Il nostro Comune ha tutte le caratteristiche e le qualità per essere un polo creativo, produttivo e formativo sull'arte, la cultura e la città. Un polo capace di rinnovare la tradizione del viaggio di formazione. A realizzarlo dovrebbero essere le nostre “istituzioni culturali” (poli museali, sale espositive) e le nostre associazioni locali, che dovrebbero cooperare per generare rinnovato interesse nella cultura. La cultura è un fattore centrale nella costruzione della cittadinanza, strumento di educazione al confronto e all'immaginazione della società, per migliorare la capacità di tutti e tutte, anche e soprattutto nelle periferie. Ardea dovrà adottare politiche attive per combattere l'abbandono scolastico, educare all'arte e promuovere la qualità culturale, innanzitutto attraverso la costituzione di luoghi di pubblico incontro (una biblioteca o un polo culturale-tecnologico) e facendo leva sul lavoro già svolto dalle associazioni culturali e dalle istituzioni per lo sviluppo del territorio.

AGRICOLTURA - Il territorio di Ardea ha una profonda vocazione agricola. La campagna romana ha un valore naturalistico e storico-culturale di rilievo mondiale. Lo sviluppo di questo immenso patrimonio permetterebbe di migliorare la connessione tra chi produce, chi commercializza e chi consuma il cibo nell’area territoriale locale, coniugando salute e nutrizione, città e campagna, rapporti di filiera e pianificazione di aree verdi. Sarebbe quindi di fondamentale importanza lavorare per incentivare l’imprenditoria giovanile sulle terre demaniali, sostenere l'agricoltura biologica, creare mercati locali di vendita diretta, integrare le diverse fasi della filiera, mense sostenibili, sistemi di etichettatura territoriale (Deco - Denominazione Comunale di Origine) e sviluppo di prodotti e piatti tipici, gruppi di acquisto solidale, piani di educazione alimentare e ambientale. Un forte investimento di sistema, quindi, sull'agricoltura sociale come nuova leva di welfare e salute.

Da questo punto di vista ci sembra una buona strada percorribile quella della creazione di un biodistretto(L.R. 11/2019), come sintesi tra agricoltura, rilancio del territorio e spinta all’artigianato. L’obiettivo è quello di investire sul patrimonio “verde” del nostro comune, convogliando l’interesse degli attori locali (agricoltori, associazioni, privati, amministrazione e operatori turistici) per generare una sinergia nella gestione sostenibile delle risorse, puntando su produzioni biologiche che coinvolgono tutti gli anelli delle filiere. È un patto per lo sviluppo green del territorio, sottoscritto dai produttori biologici, dalle amministrazioni locali e dalla società. Alla politica spetta il compito di coordinarsi con le amministrazioni dei comuni del litorale (Pomezia, Anzio e Nettuno) per individuare le priorità e creare poli di interesse al fine di sensibilizzazione i cittadini, sia nella veste di destinatari delle azioni di formazione sia come attori, le cui scelte possono determinare un impatto sul territorio.
Il supporto alle start up di giovani agricoltori sarà uno dei punti cardine nella nostra azione.

ARTIGIANATO - Nell’ottica del recupero delle tradizioni e dei valori del territorio, è importante sostenere e incentivare l’artigianato locale, patrimonio socioculturale in grado di mantenere vivo il tessuto nelle zone urbane, centrali e periferiche. L’artigiano durante le fasi di progettazione deve confrontarsi con l'esigenza di coniugare ricerca, tradizione e innovazione, riducendo l'impatto ambientale. Gli artigiani non solo progettano i beni, e lo possono fare secondo i criteri di circolarità, ma contribuiscono ad allungarne la vita, attraverso le attività di riparazione e manutenzione: biciclette, automobili, moto, abiti, mobili, elettrodomestici, macchine utensili e opere. Dalle competenze degli artigiani dipendono i cicli di vita di molti prodotti e le loro qualità possono sensibilmente estenderne la durata. Per non parlare delle operazioni in cui i materiali di scarto vengono ritrasformati in prodotti o materiali; un riciclo creativo che ricerca nuove destinazioni d'uso per i materiali di scarto attraverso l'ingegno e la manualità. Un'alternativa allo smaltimento dei rifiuti tradizionale che previene l'uso delle materie prime, lo spreco e i gas serra. Ad Ardea occorre creare una rete di Artigiani per l'Economia Circolare, da rafforzare con incentivi, riduzione della burocrazia, innovazione digitale, formazione di qualità.

Nei primi 100 giorni del nostro mandato, percorreremo la città per incontrare imprenditori, commercianti, agricoltori, aziende, lavoratori, sindacati e associazioni di categoria.

Ardea aspetta da troppo tempo un confronto vero sul tema del lavoro, per capire insieme criticità e potenzialità e impegnarci tutti quanti per dare finalmente alla città la dignità di un luogo in cui quell’articolo 1 della Costituzione inizi a trovare applicazione.

Vorremmo per questo partire dal potenziamento delle reti tra gli imprenditori di zona, per iniziare insieme un piano di sviluppo condiviso.

3. SCUOLA, FUTURO E POLITICHE PER L'INFANZIA

Su un totale di circa 7500 residenti in età compresa dai 5 ai 19 anni solo la metà di loro può studiare e crescere nella propria città. Ardea, infatti, non possiede alcuna scuola secondaria di secondo grado. Inoltre, il nostro Comune ha il triste primato della più bassa spesa in istruzione (edilizia scolastica) del territorio, con i suoi € 9,29 pro capite (contro i 94,08 di Anzio, gli 80,91 di Aprilia, i 69,97 di Albano Laziale o i 66,34 di Nettuno). 

Noi vogliamo proporre una strada che riesca finalmente a rinnovare i rapporti ormai logori tra istituti scolastici e amministrazione comunale e che veda il Comune finalmente protagonista nell’indicare una direzione chiara, inclusiva e moderna per i servizi all’educazione 

Sono cinque le azioni in grado di avviare un processo di cambiamento: 

1) Un nuovo piano per l’edilizia scolastica - Richiederà tempo e un dialogo costante con i tre istituti comprensivi e gli organi di governo superiori (Regione e MIUR). Gli edifici scolastici presenti sul territorio sono pochi, mal distribuiti e in cattive condizioni strutturali. L’azione del Comune dovrà orientarsi lungo tre direttrici: 1. Una riorganizzazione della scuola sul territorio, ispirata al concetto di vicinanza. Oggi la distribuzione delle scuole sul territorio prevede la concentrazione in pochi punti della Città. Tale concezione lascia alcuni quartieri periferici senza scuole 2. Il miglioramento degli spazi a disposizione dei singoli plessi, volto ad aumentarne le dotazioni sia da un punto di vista quantitativo che qualitativo. 3. La riorganizzazione della presenza della scuola sul territorio va condotta tenendo conto delle esigenze della mobilità. Questo significa innanzitutto evitare di costruire istituti in corrispondenza di vie trafficate, senza piani di mobilità alternativi e investire sul trasporto scolastico pubblico. La scuola non solo deve esser “vicina”, ma anche raggiungibile

2) La creazione di patti educativi di comunità tra scuole, associazionismo, istituzioni locali. Un famoso proverbio ugandese dice che per educare un bambino occorre un intero villaggio. In un’epoca segnata dalla crisi della scuola la costruzione di alleanze diviene una scelta obbligata per garantire ai nostri figli percorsi e ambienti in cui crescere. Per questo, crediamo che lo strumento dei Patti Educativi di Comunità, introdotto dal MIUR nel giugno 2020 all’interno del Piano Scuola 2020-2021, sia una delle risorse più adatte al contesto territoriale della nostra Città. I Patti Educativi di Comunità sono degli strumenti operativi che offrono la possibilità ad enti locali, istituzioni pubbliche e private, realtà del Terzo Settore e scuole di sottoscrivere specifici accordi. Tra gli obiettivi principali di questi accordi c’è quello di prevenire e combattere la povertà educativa, la dispersione scolastica e il fallimento educativo di bambini e bambine, ragazzi e ragazze. I Patti si basano su un approccio partecipativo, cooperativo e solidale di tutti gli attori in campo.

3) Un piano per l’educazione 0-6 anni. L’educazione dei bambini e delle bambine dalla nascita all’ingresso nella scuola rende necessario un pieno recepimento di quanto disposto dalla Legge Regionale 7/2020. In attesa di poter provvedere alla costruzione di asili nido comunali (il PNRR stanzia una notevole quantità di fondi per questo tipo di strutture), già oggi è possibile avviare azioni quasi “a costo zero”: 1. Avviare una seriamappatura delle strutture esistenti, censendo sia gli asili nido privati che le scuole dell’infanzia, pubbliche e private. 2.  costruire una Carta della Qualità dei Servizi per l’Infanzia ad Ardea, un documento che definisca il perimetro dell’importante contributo educativo che danno anche le strutture private, in un territorio attualmente sprovvisto di risorse sufficienti a garantire l’offerta pubblica di servizi. 3. pensare a forme dicontributo per tutte quelle famiglie che oggi sostengono da sole le spese per le rette di nidi privati, utilizzando proprio la Carta della Qualità per definire il perimetro delle strutture convenzionate.

4) Maggiore cura del rapporto tra scuole e politiche sociali, per favorire l’inclusione. In un contesto sociale con scarsi punti di riferimento, come quello che caratterizza la nostra Città, la scuola rappresenta spesso un’ancora, soprattutto per quei ragazzi che vivono situazioni di disagio socio economico o che si trovano a dover affrontare forme di svantaggio dovute ad una disabilità o a disturbi dell’apprendimento. Crediamo che siano sei le azioni che il Comune può mettere in campo per favorire una migliore risposta ai bisogni educativi speciali dei nostri ragazzi: a. Procedere ad una mappatura di tutte quelle situazioni meritevoli di maggiore attenzione da parte delle istituzioni scolastiche e delle agenzie educative: forme di disagio o marginalità, disturbi dell’apprendimento o disabilità, presenza e condizioni delle famiglie nomadi o straniere. b. Studiare azioni mirate per garantire il diritto allo studio per minori che appartengono a nuclei familiari stranieri o nomadi. La scuola, spesso, è un potente mezzo di integrazione e inclusione c. Investire in spazi e dotazioni scolastiche, appositamente pensati per studenti con BES. Gli alunni con bisogni educativi speciali spesso hanno la necessità di spazi e processi pensati per loro. d. esser presenti ai tavoli per la definizione dei Piani Educativi Individualizzati, che oggi spesso non vedono neanche la partecipazione degli operatori dei servizi sociali e. Impegnarsi per garantire la presenza di strutture pubbliche in cui ai ragazzi con DSA sia consentito svolgere le terapie. Non è accettabile che siano le famiglie dei ragazzi a doversi far carico delle spese e delle difficoltà per raggiungere strutture spesso private e altrettanto spesso lontane f. percorsi di “uscita” dalla scuola che permettano ai ragazzi con BES un ingresso graduale nel mondo del lavoro, con mansioni adatte alle loro capacità e alle loro aspirazioni.

5) Un’alleanza per la costruzione di un istituto superiore - Della necessità di un istituto superiore ad Ardea si parla da decenni: non è più pensabile che una Città come la nostra sia sprovvista di una scuola superiore. Inoltre, la pandemia ha reso necessari maggiori spazi e molti istituti delle Città limitrofe hanno ridotto i posti disponibili e dato la precedenza, nell’accogliere le richieste di iscrizione, ai ragazzi e alle ragazze residenti nel Comune dove si trova la scuola. Una scuola superiore per una Città, però, non è solo una scelta di “comodità” per i propri ragazzi. Un istituto tecnico o professionale o un liceo hanno un impatto notevole sulla società, sulla cultura e sull’economia di un territorio. La loro assenza testimonia una scarsa capacità di pensare al futuro della comunità. L’apertura di un istituto superiore è una priorità per Ardea su cui, però, il Comune non ha potere di scelta. Anche per questo è assolutamente necessario che tale istanza sia condivisa da tutte le parti politiche e che ogni realtà e ogni partito si impegnino per raggiungere l’obiettivo.

4. SERVIZI PRIMARI, AMBIENTE E DECORO: BASTA DEGRADO!

Il decoro urbano definisce la bellezza e la dignità della nostra Città, soprattutto nelle sue aree di utilizzo collettivo e, più ampiamente, esprime un concetto morale ed estetico che corrisponde alla responsabilità civile del cittadino nei confronti della comunità.

L’obiettivo di una piena fruibilità delle aree pubbliche è la creazione di luoghi di incontro che non solo renderebbero vitali degli spazi lasciati all’incuria ma favorirebbero a loro volta ulteriori comportamenti virtuosi. Vivere in un ambiente bello ci induce a proteggerlo.

Un piano di pulizia straordinario è tra i primi passi richiesti alla nuova amministrazione. Ogni giorno ci imbattiamo in discariche abusive e quello stesso senso di degrado che ci colpisce si riflette sui nostri comportamenti e sulla nostra considerazione di Ardea. Un piano di questa portata richiede 2 differenti strategie: la prima dev’essere svolta attraverso l’impresa locale di pulizia e richiede un importante investimento per la città; la seconda prevede il coinvolgimento della cittadinanza attraverso iniziative periodiche e anche attraverso giornate artistiche (esposizioni, murali). Ognuno deve fare la propria parte: per poter vivere in una città pulita ed ordinata serve la collaborazione di tutti e l’osservanza di norme sociali e leggi vigenti. Inoltre, uno dei passaggi fondamentali per la disincentivazione all’inciviltà e all’incuria sarà l’installazione di videocamere a tutela delle aree più sensibili, per sanzionare chi getta rifiuti e non rispetta l’ambiente.

POLITICHE DEI RIFIUTI – il servizio di raccolta dei rifiuti urbani è stato per lungo tempo del tutto insufficiente rispetto agli obiettivi che da decenni gli stati dell’Unione Europea si sono dati e rispetto alla necessità di garantire sostenibilità ambientale e decoro pubblico. Anche in questo, noi crediamo che la strada maestra da percorrere sia quella di un governo pieno e consapevole delle politiche sui rifiuti da parte della collettività.

Nel breve periodo, occorre lavorare sul contratto in essere con l’azienda che si occupa di raccolta rifiuti e igiene urbana, per migliorare e correggere le criticità esistenti, anche attraverso il dialogo con i cittadini e le cittadine. E prevedendo azioni mirate per i proprietari di seconde case, che spesso, trovandosi ad Ardea solo nei week-end o in periodi limitati di tempo, sono costretti a fare i conti con un calendario dei conferimenti pensato per i residenti.

Sul lungo periodo, invece, bisogna lavorare per poter gestire in proprio il servizio (attraverso una municipalizzata a controllo totale o gestita insieme ai comuni limitrofi).

In questi anni (e anche oggi), inoltre, a causa dell’enorme ritardo accumulato nella definizione di politiche sui rifiuti pubblici a livello provinciale e regionale, il nostro territorio ha subito a più riprese le conseguenze di progetti – perlopiù privati – per la realizzazione di impianti di stoccaggio e lavorazione dei rifiuti, con un impatto negativo notevole sull’ambiente e sulle attività economiche cittadine. Per questo, i prossimi cinque anni saranno fondamentali per elaborare una strategia con i comuni dell’hinterland della Capitale, anche al fine di separare – a livello di ATO – Roma dalla Provincia e recuperare potere di gestione e di determinazione di linee politiche in grado di perseguire più efficacemente l’interesse locale.

PARCHI PUBBLICI - Le strade e i parchi pubblici sono le prime aree da bonificare. Oggi lo stato di abbandono in cui versano i parchi contribuisce negativamente sulla vita delle famiglie di Ardea: portare i propri bambini a giocare o fare una passeggiata nel verde rappresenta un’utopia. Gli spazi a disposizione sono pochi e spesso abbandonati e, come avviene per le scuole, i genitori sono spesso costretti a cambiare comune per poter incontrare un’altalena o uno scivolo. Noi vorremmo invece che ogni quartiere avesse un suo parco. Un luogo di socialità, di condivisione e un servizio essenziale per le famiglie.

Vogliamo anche rappresentare una discontinuità rispetto alle attuali politiche di affidamento ad associazioni come modalità di trasferimento di una responsabilità che è in primo luogo del Comune. Non possiamo accettare che le poche aree pubbliche diventino soggette a dinamiche di limitazione di accessi: l’ingresso deve essere libero e gratuito e gli orari di fruizione devono essere compatibili con le esigenze delle famiglie. Capiamo bene che le associazioni hanno dei costi di gestione e non siamo contrari a servizi a pagamento, a patto che si parli però di attività facoltative (come corsi o laboratori didattici per bambini) o possibili punti ristoro. Non per accedere al parco o ad alcune zone all'interno di esso.

L’obiettivo è favorire la creazione di servizi nelle aree verdi attraverso un programma mirato di interventi pubblici volti a ripristinare l’accessibilità dei numerosi spazi abbandonati e con l’introduzione di contributi all’imprenditoria locale per la creazione di aree ristoro, aree gioco, manifestazioni di pubblico interesse e di socializzazione.

L'Italia si sta muovendo sul fronte della rigenerazione urbana ed è un momento da non perdere.
A dicembre 2021 si è raggiunto il primo punto di svolta di una delle linee di intervento previste nella missione 2 del PNRR, quella dedicata alla rivoluzione verde e transizione ecologica (che nel complesso ha ricevuto circa 70 miliardi dal totale del PNRR compresi i fondi complementari).

Un aspetto essenziale per la cura di questi spazi e per una gestione virtuosa dei fondi a disposizione potrebbe essere la costituzione di una società municipalizzata che abbia tra i suoi compiti, differentemente dalla ditta di raccolta dei rifiuti, la tutela del verde e delle strade.

Già dal 2017 chiediamo un parco in ogni quartiere di Ardea. Per ora non siamo stati ascoltati, ma il 2022 sarà un anno importante per ripartire e alzare la testa!

CANILE MUNICIPALE Crediamo che un canile municipale, struttura destinata a donare cura e riparo agli animali soli e abbandonati, sia fondamentale per combattere due fenomeni gravi e diffusi: randagismo e abbandono. I cani randagi possono generare difficoltà importanti per la cittadinanza. A causa delle loro condizioni di deprivazione possono sviluppare una forte aggressività, soprattutto per la grave e costante carenza di cibo. L’abbandono colpisce invece, ogni anno e soprattutto nel periodo delle vacanze estive, tantissimi animali. Il fenomeno risulta ancora più grave in quanto totalmente illegale e punibile con l’arresto e importanti sanzioni pecuniarie.

I canili sono fondamentali come servizio alla cittadinanza e come strumento di tutela degli animali, assicurando loro la cura, la dignità e l’assistenza negata dai loro padroni. Sarebbe, inoltre, di grande valore sociale fare leva su queste strutture per avviare percorsi di pet-therapy con il supporto delle associazioni locali

SPORT - Lo sport ricopre un ruolo determinante ed è in grado di generare inclusione, partecipazione e aggregazione. Al tempo stesso può aiutare i ragazzi a superare le proprie fragilità e incertezze.

La nostra priorità è lo “sport per tutti”, che non abbia come unico obiettivo la sola valorizzazione delle attitudini agonistiche dell’individuo ma che si affermi come diritto collettivo alla pratica sportiva per la tutela della salute e per costruire una più forte, sana e rispettosa comunità sociale.

Il Comune deve promuovere lo Sport nella sua funzione sociale, culturale e formativa e dev’essere in grado di esaltarne gli aspetti di promozione e valorizzazione territoriale, di coordinamento e di stimolo per lo sviluppo economico e lavorativo del settore. Ardea offre poco ai suoi cittadini e dev’essere obiettivo della politica generare un’offerta più ampia con un duplice sguardo alla valorizzazione delle aree verdi (palestre all’aperto, percorsi attrezzati) e alle infrastrutture scolastiche.

5. COMUNE: DIGITALE E ACCESSIBILE

Il rapido incremento della popolazione e l’estensione del territorio di Ardea rendono l’accessibilità ai servizi del Comune una delle principali sfide per l’Amministrazione. È necessario delineare un’Agenda che, a partire dal censimento delle strutture comunali e dell’organico, produca un potenziamento dei servizi e crei un percorso digitalizzazione in grado di integrare le limitate risorse esistenti per rispondere ai bisogni essenziali della cittadinanza.

Le sfide sono numerose: dalla carenza di sedi fisiche allo sviluppo di competenze digitali, dall’insufficienza di personale dedicato alle difficoltà nell’accesso per le persone con disabilità. La programmazione non può prescindere da interventi mirati e di natura strutturale che devono però essere necessariamente accompagnati da una transizione tecnologica.

RIVEDERE ORGANIZZAZIONE DEGLI UFFICI – Oggi, anche a causa della recente pandemia, richiedere un appuntamento per una carta di identità o per l’accesso a un servizio comunale implica un’attesa spesso insostenibile, nonostante l’utilizzo di strumenti digitali (TuPassi). Anche la dislocazione delle sedi degli uffici pubblici non riesce a rispondere alle esigenze dei cittadini, concentrandosi solo in alcune aree del territorio e creando difficoltà di accesso per chi ha problemi di mobilità.

È necessario, quindi, programmare una riorganizzazione degli uffici con l’obiettivo di ottimizzare le risorse a disposizione. Un ulteriore strumento a disposizione dei cittadini dovrà essere lo Sportello unico, un unico front-office per qualsiasi pratica in grado di indirizzare all’ufficio corretto o di evadere in presa diretta le pratiche. Al tempo stesso è necessario lavorare per dotare l’amministrazione di un numero unico e di una email di primo accesso per i cittadini che non hanno possibilità di recarsi presso gli uffici pubblici. L’organizzazione e il monitoraggio delle code di servizio, inoltre, sono passaggi essenziali per presidiare la domanda di servizi e per garantire una corretta allocazione delle risorse. Saranno importanti anche percorsi di formazione per potenziare le competenze dei dipendenti pubblici e il potenziamento del sito istituzionale.

PEBA E ACCESSIBILITÀ - Un ruolo fondamentale nel percorso di accessibilità è svolto dal Piano di eliminazione delle barriere architettoniche (PEBA), ovvero uno strumento di pianificazione e programmazione che garantisca l’accessibilità e la visitabilità degli edifici pubblici, degli spazi urbani pubblici costruiti o naturali e la fruizione dei trasporti da parte di tutti.

L’obiettivo è quello di garantire il raggiungimento del massimo grado di mobilità per le persone con disabilità, secondo criteri di pianificazione, di prevenzione e di buona progettazione.
La formazione del Peba si sviluppa in 3 diverse fasi: a. analisi dello stato di fatto; b. progettazione degli interventi e stima dei costi; c. programmazione degli interventi.

Dopo l’adozione da parte della Giunta e l’approvazione da parte del Consiglio comunale, il PEBA ha validità decennale, e può essere aggiornato e integrato in base all’attuazione degli interventi programmati.

UTILIZZO DEI DATI - I dati rappresentano il fulcro della transizione tecnologica. Occorre promuovere e incentivare un più marcato utilizzo dei dati per la produzione di servizi tagliati sull’utenza, maggiormente flessibili e adattati al contesto. È fondamentale, inoltre, favorire lo sviluppo di sistemi che supportino le decisioni consapevoli e basate sulla elaborazione e analisi di dati e che ne rendano interpretabili significati e informazioni anche per rendere i territori più moderni. Da ultimo va ricordato e sottolineato che i dati rappresentano un utile strumento per il contrasto all’illegalità e per la tutela delle imprese e dei cittadini che operano secondo principi di correttezza.

DA CONTESTI MARGINALI A COMUNITÀ DIGITALI - Individuare soluzioni abilitanti, come la connettività, è un punto di partenza. Altrettanto importante sarà la pianificazione per una diffusa competenza digitale (per i giovani, ma anche per i lavoratori e gli adulti in generale), l’introduzione delle tecnologie nell’economia locale, l’organizzazione del lavoro includendo il ricorso allo smartworking e alla individuazione ed incentivazione all’utilizzo di luoghi di co-working e di fruizione di didattica a distanza (co-schooling) anche come supporto alla residenzialità nei territori. Tali interventi avranno particolare attenzione e favoriranno le startup innovative giovanili e in generale la fascia di popolazione più giovane al fine di garantire il loro accesso a strutture e l’utilizzo di servizi. Sarà importante, infine, la creazione di comunità di apprendimento digitale con il rafforzamento delle reti locali di collaborazione tra imprese, scuole, associazionismo e Pubblica Amministrazione

CONSULTA DELLE ASSOCIAZIONI –
Altro passo essenziale per il buon funzionamento della macchina amministrativa è la sua integrazione con il terzo settore. Occorrerà prevedere il periodico coinvolgimento dei comitati di quartiere per ascoltare le esigenze delle realtà locali e trarre spunti di miglioramento per l’azione politica e istituire una Consulta delle Associazioni, con l’intenzione di creare un tavolo di lavoro permanente attraverso cui il Comune, la Pro Loco e tutte le associazioni operino sinergicamente per uno sviluppo coordinato del territorio. Obiettivi primari saranno: la promozione di attività attinenti all’informazione, alla formazione, all’educazione culturale e storico-artistica per tutelare i beni collettivi dei cittadini di Ardea (musei, aree verdi, strade, il patrimonio immobiliare e terreni di uso civico); l’organizzazione di manifestazioni di interesse collettivo il sostegno a iniziative a carattere locale riguardanti sport, artigianato e commercio; promozione di attività finalizzate a gestire situazioni di disagio e all’integrazione culturale e sociale;

DIFENSORE CIVICO - Il Difensore civico è il garante dell’imparzialità e del buon andamento dell’azione amministrativa delle istituzioni. Quest’organo interviene nei confronti di atti, fatti e comportamenti che, a causa di abusi, disfunzioni, carenze o ritardi di uffici e servizi dell’Amministrazione della Città violino o compromettano i diritti e gli interessi dei cittadini, singoli o associati, degli stranieri e apolidi. Il Difensore civico è competente in ordine alle attività del Comune in materia di riesame delle istanze di accesso ai documenti amministrativi. In particolare, l’istanza di accesso agli atti si propone agli Uffici del Comune che dovrà rispondere entro il termine di legge di 30 giorni. Scaduto infruttuosamente tale termine ovvero in caso di provvedimento espresso di rigetto o di differimento, si potrà presentare ricorso al Tribunale amministrativo regionale (TAR) ovvero adire il Difensore civico nel termine di 30 giorni, che decorrono o dalla scadenza del termine assegnato all’Amministrazione per provvedere ovvero dal ricevimento del provvedimento di rigetto o di differimento. Alla luce dell’attuale quadro politico è innegabile la strategicità di un organo che garantisca trasparenza nell’operato della PA.

6. SOCIALE E SANITÀ: UNA CITTÀ CHE SI PRENDE CURA DI TUTTI

Le persone devono essere al centro delle politiche della pubblica amministrazione. Diseguaglianze ed esclusione sociale sono temi ormai ben noti alla popolazione locale. Se chi è più in difficoltà viene dimenticato la politica stessa non ha motivo di esistere. È, quindi, fondamentale e necessario promuovere politiche di sostegno, dignità e solidarietà per chi si trova in uno stato di sofferenza, disagio psichico o fisico, malattia, povertà, anzianità, marginalità o disoccupazione: la “città giusta” che vogliamo immaginare e costruire parte proprio dal loro sguardo. Iniziando dalla fragilità è necessario riprogettare i nostri Servizi Sociali, anche alla luce del rinnovato consorzio con Pomezia. L’attuale allocazione di personale, le strutture fatiscenti e i programmi di sostegno non al passo con l’incremento demografico e con la geografia economico-sociale del territorio, devono sperimentare un radicale cambiamento. E perché ciò avvenga è necessario che i servizi di supporto alla cittadinanza diventino una priorità per le forze di governo.

Bisogna costruire - con il contributo progettuale, economico e sociale del Terzo Settore - un welfare che riconosca dignità, diritti e tempi di vita a tutti i lavori, riconosca il lavoro di cura e la sua centralità nella costruzione della comunità. Va costruito, con un percorso partecipato e condiviso, un Welfare di Comunità che dia vita a un vero e proprio "villaggio sociale” (dalla scuola alla parrocchia, dal campetto di basket all’edicola, dal centro diurno al negozio di quartiere) e che garantisca la "presa in carico” delle persone a partire dall'infanzia, dalla vecchiaia, dalle fragilità e sia di sostegno alla vita delle famiglie: questa è l'enorme sfida che abbiamo davanti.

Per questo ci interessa che la città sia a misura degli estremi, bambini, anziani fragili e disabili, per capire se è veramente la città di tutti. E ci interessano, per combatterle, tutte le povertà: relazionale, educativa, abitativa, energetica, ambientale e di reddito.

Ripartiremo infine dal potenziamento delle strutture esistenti, come il Consultorio di Tor San Lorenzo, e dalla creazione di dialogo con la Regione Lazio per richiedere i necessari investimenti in sanità anche ad Ardea e non solo a Pomezia, oggetto dei principali trasferimenti previsti dal PNRR.

È del tutto insostenibile l’idea che un comune di 50'000 abitanti come Ardea, non sia nemmeno dotato di una struttura adibita al primo soccorso e che le istituzioni preposte non si occupino né localmente, attraverso politiche di pressione sugli enti regionali e statali, né a livello regionale - la Regione Lazio non ha previsto alcun investimento ad Ardea - di un tema così centrale come quello della Sanità.

I punti su cui misurarci non sono pochi. C'è da ripensare un nuovo alfabeto del welfare nel tempo in cui viene sancita per decreto una gerarchia tra bisogni accettabili e bisogni sacrificabili.

È necessario comporre un nuovo patto per il sociale e i diritti di cittadinanza: un impegno vero per la produzione e la governance di politiche di settore e non un semplice costrutto tecnico. Per poter raggiungere questo obiettivo è indispensabile una forte azione di condivisione e di mediazione tra l’amministrazione comunale, il Terzo settore e la Regione. Proprio un radicale cambio di rotta delle relazioni tra terzo settore e la PA diventa fondamentale. Il terzo settore si deve ripensare proponendosi non come welfare sussidiario, ma come soggetto promotore di conoscenze e visioni. Un welfare co-pensato, co-progettato localmente perché questa emergenza ci ha insegnato che una comunità è resistente nella misura in cui le istituzioni locali sono in grado di cooperare.

Gli strumenti della co-programmazione e della co-progettazione diventano processi attraverso i quali si conoscono e riconoscono i fabbisogni e i mutamenti sociali per restituire alle nostre comunità servizi adeguati, efficaci ed efficienti.

7. MOBILITÀ AMICA E SOSTENIBILE

Tra le criticità fondamentali di Ardea, una delle principali è l’estrema difficoltà di comunicazione tra i quartieri del nostro Comune. Questo fattore crea diseguaglianza, incrementa le distanze tra le persone e si oppone alla creazione di una comunità di cittadini. Occorre quindi ripensare il concetto di mobilità non solo nel suo orientamento verso Roma e le altre città confinanti ma anche come strumento di creazione di reti all’interno del territorio di Ardea. Il territorio non è di fatto integrato nell’area metropolitana di Roma.

Il primo passo dev’essere ancora una volta l’analisi dell’attuale sistema di trasporti e, subito dopo, una pubblica consultazione per intercettare le esigenze degli abitanti e poter dar luogo a iniziative mirate in grado di garantire ai cittadini la possibilità di accesso ai servizi primari. È essenziale permettere a tutti di poter raggiungere agevolmente gli uffici comunali, le scuole, i luoghi di culto, gli esercizi commerciali, turistici e culturali, e gli impianti sportivi con orari e metodi differenti e ben definiti.

La nostra proposta riguarda: la dotazione di più mezzi ecologici e con un numero di posti compatibili con l’utenza; l’aumento le corse di mezzi pubblici all’interno dei confini comunali e verso le città vicine e le stazioni dei treni; la gestione del trasporto scolastico con minimo impatto economico da parte dei contribuenti; la creazione di punti di raccolta nelle aree oggi non coperte da servizi; il miglioramento dei percorsi pedonali; l’abbattimento di barriere architettoniche per garantire una mobilità sicura in ogni area residenziale; l’individuazione di percorsi ciclabili che garantiscano collegamenti fra i quartieri della città e consentano un accesso ecosostenibile ai luoghi di interesse pubblico: aree archeologiche, Museo Manzù, Parchi e litorale; l’agevolazione del cicloturismo con percorsi specifici e una rete di accoglienza e assistenza che veda il coinvolgimento degli esercenti locali.

Il sistema delle infrastrutture viarie va ripensato e riprogettato anche nell’ottica di una messa in sicurezza delle nostre strade: è essenziale un piano che preveda la realizzazione di marciapiedi e passaggi pedonali, un’adeguata segnaletica orizzontale e verticale, limiti di velocità consoni alle diverse zone del quartiere, unito a un sistema di controllo efficace per il rispetto delle regole. Altro passaggio fondamentale riguarda la qualità del fondo stradale. Lavori definitivi che interessino la consistenza, la stabilità e il drenaggio sono essenziali per evitare interventi periodici costosi e non risolutivi.

Oggi vie comunali e private si intersecano senza un’adeguata logica urbanistica e i risultati sono visibili: assenza di illuminazione in ampie aree del comune, incidenti quotidiani generati da strade inadeguate al traffico di autoveicoli, assenza di segnaletica e di strumenti per combattere la mancata osservanza delle norme. Anche in questo caso è necessaria coesione nell’operato dell’amministrazione, delle forze dell’ordine e delle associazioni di quartiere per immaginare in modo condiviso un nuovo approccio alla viabilità.

Infine, in considerazione dell’esponenziale incremento della percorrenza di veicoli nel periodo estivo, è fondamentale immaginare hub di collegamento tra i diversi mezzi (autobus, bicicletta, automobile) e un sistema di parcheggi per il lungomare. I benefici sarebbero numerosi: si riuscirebbe ad evitare la congestione di mezzi negli orari di punta, si potrebbero garantire servizi migliori ai bagnanti; si potrebbero recuperare aree demaniali abbandonate per costruire parcheggi; si potrebbero generare lavoro e nuove economie per il comune, che potrebbe reinvestire parte dei proventi per la riqualificazione del litorale. Dovrà essere immaginata, infine, una mobilità nautica controllata e alternativa che si potrebbe integrare con linee navali per i porti di Anzio e Ostia.

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