Ardea oggi, da cosa partiamo?

Ogni (buon) proposito nasce dall’osservazione dell’esistente.

E l’esistente ad Ardea non ci piace affatto.

Ardea è ormai un comune di quasi 50.000 abitanti. Un territorio vasto e variegato, che ha conosciuto negli ultimi trent’anni un vero e proprio boom demografico, senza che ad esso corrispondesse una politica in grado di governare i tanti processi innescati dalla trasformazione di un paesino in una città.

L’assenza di progettualità politica e l’incapacità della classe dirigente di valorizzare le potenzialità del territorio, hanno prodotto nel corso degli anni uno sviluppo urbanistico sregolato (con vistose lacune nelle opere di urbanizzazione primaria), servizi spesso inefficienti (si pensi ai disservizi riscontrati nella raccolta RSU), l’assenza di una strategia di sviluppo economico, sociale e culturale e soprattutto una comunità cittadina che fatica a riconoscersi come tale.

Le carenze producono da anni criticità crescenti. Ed oggi, impegnarsi per la città significa metter mano ad un’opera di ricostruzione che parta dalla relazione tra le persone, rinnovi il rapporto tra elettori ed eletti, consenta finalmente di immaginare, progettare e realizzare una nuova idea condivisa di città.

La città che vorremmo: a misura di bambino, vivibile per tutti

Ardea Domani nasce innanzitutto da un’esigenza: abitare una città bella, vivibile e sostenibile per tutti, nessuno escluso. Crediamo fortemente che una città sia vivibile per tutti, se è costruita attorno alle esigenze dei più deboli. Chi sono oggi, nella nostra città, i più deboli? Sicuramente coloro che non hanno voce in capitolo. Sono le bambine e i ragazzi di oggi, che non solo abitano in un ambiente che spesso non rispetta le loro esigenze, ma – proprio come accaduto per noi – si ritroveranno tra le mani, tra qualche anno, la città che noi adulti avremo avuto la capacità (o meno) di costruire.

Per questo crediamo che una città a misura di bambino sia una città realmente sostenibile, accogliente e vivibile per tutti.