La situazione in cui versa la città oggi non ci consente di terminare qui il nostro programma amministrativo. Sono numerose le questioni che la nuova amministrazione si troverà a dover gestire.

Così, abbiamo scelto di indicare nel nostro programma in che modo vorremmo affrontarle.

 

Rimettere in moto la “macchina”: cosa pensiamo in tema di organizzazione degli uffici

Così com’è oggi, l’organizzazione degli uffici del Comune (ed in particolar modo quelli che si interfacciano direttamente con i cittadini) non è in grado di rispondere al meglio ai molti bisogni della città.

Per questo, la nostra azione amministrativa non può che ripartire da una radicale riorganizzazione degli uffici, che sappia rendere più efficienti le procedure e più celeri ed efficaci i servizi.

Attraverso bandi interni tra i dipendenti, Ardea Domani intende riallocare il personale e formarlo per aprire un unico Sportello del Cittadino in grado di assolvere alle funzioni oggi assegnate ad uffici diversi e consentire ai cittadini risposte tempestive alle diverse necessità.

Allo stesso tempo, verranno potenziati i servizi online e aggiornato il sito web, che presenta numerose lacune in tema di informazione e trasparenza.

Nel lungo periodo, ci impegniamo a dotare la città di un ufficio dedicato alla progettazione europea.

 

Provare a ridisegnare la città

Ridisegnare la città significa cambiare radicalmente la prospettiva in tema di urbanistica, chiamata non più a prender atto della condizione esistente (limitandosi cioè a sanare o risolvere situazioni irregolari) ma a pianificare lo sviluppo della città di domani.

Per farlo, occorre partire innanzitutto dalla situazione esistente e risolvere sicuramente le questioni più critiche che ancora affliggono la città (provvedendo ad esempio ai piani di alienazione degli usi civici o proseguendo nell’opera di demolizione dei manufatti abusivi sul lungomare di Marina di Ardea).

Sanare e/o demolire però non basta. Ad Ardea occorre capire quale volto dare alla città di domani. Per farlo, in un’ottica di lungo periodo, è nostra intenzione quella di aggiornare il Piano Regolatore Generale, ipotizzando un percorso in grado di coinvolgere i cittadini, attraverso assemblee e consultazioni pubbliche.

La nostra convinzione, in merito, è infatti quella di immaginare e decidere insieme alla cittadinanza, salvaguardando le esigenze degli abitanti (anche nei casi più spinosi) e quelle che pone la valorizzazione del paesaggio naturale ed urbano.

All’interno della riprogettazione del territorio, troveranno spazio anche opere di cui la città è sprovvista, come il canile comunale, un luogo che possa essere anche fulcro di iniziative per la lotta al randagismo e per la diffusione di una cultura di attenzione al benessere degli animali domestici.

 

Garantire trasparenza e correttezza: come gestire gli appalti

Il tema degli appalti è ormai centrale nell’agenda politica nazionale. Da più parti si invoca maggiore trasparenza e correttezza. Spesso, però, a questa richiesta la politica non riesce a rispondere con strumenti efficaci, ma si limita a diffondere slogan buoni sotto il profilo comunicativo, meno sotto il profilo amministrativo.

Per garantire la massima correttezza in tema di appalti, Ardea Domani intende proporre una misura molto semplice: rescindere l’accordo con il Comune di Anzio e ricorrere in via esclusiva alla Stazione Unica Appaltante della Città Metropolitana, che – grazie al controllo operato dalla Prefettura di Roma – può garantire gare regolari e trasparenti, con risparmi sensibili per la collettività.

 

Prendersi cura dei più deboli: un approccio strategico ai servizi sociali

Una delle lacune più vistose nel modo in cui la città è stata amministrata negli ultimi anni è quella dei servizi sociali. A pagare l’assenza di progettazione politica e amministrativa, sono soprattutto le fasce più deboli della popolazione. In primis i bambini e le ragazze, ma anche gli anziani, i disabili, le famiglie in situazione di disagio socio-economico, le donne, gli stranieri.

Ardea Domani ha particolarmente a cuore i bisogni dei più deboli, dunque la nostra azione non si limiterà a prevedere al riguardo interventi spot (come quelli elaborati finora) che rappresentano solo un costo per la collettività, incapaci quasi sempre di garantire il raggiungimento degli obiettivi preposti.

Le politiche sociali hanno bisogno di cambiare radicalmente l’approccio: non più affrontare l’emergenza, ma riuscire a costruire una cabina di regia in grado di definire strategie concrete per ogni target.

In questo, si renderà ovviamente necessaria una riorganizzazione degli uffici comunali preposti e una più stretta collaborazione con le altre istituzioni territoriali (Regione, ASL, comuni limitrofi) e con il privato sociale, che possa permettere di avviare anche sperimentazioni innovative (si pensi ad esempio alle nuove esperienze di agricoltura sociale che da noi potrebbero rappresentare anche una linea di sviluppo per le zone a vocazione agricola).

Occorre portare a compimento opere e servizi di cui da anni si avverte la necessità, come il consultorio familiare di Tor San Lorenzo o nuovi presidi ASL per il servizio sanitario di base diffusi sul territorio, riaprire il centro anziani di Nuova Florida e sostenere (anche economicamente) le organizzazioni che sul territorio si occupano di politiche giovanili e/o sostegno a minori in situazione di disagio (si pensi agli oratori parrocchiali, ma anche alle case famiglia o a esperienze virtuose per l’accompagnamento nello studio dei ragazzi).

 

Cultura, mare e campagna, le chiavi di volta per garantire uno sviluppo al territorio

Una città a misura di bambino è un luogo che non costringe i giovani ad emigrare per cercare lavoro, ma offre opportunità di occupazione e di realizzazione lavorativa ad un numero crescente di persone.

Per Ardea Domani il volano per lo sviluppo economico del territorio può esser garantito da tre elementi: la cultura, il mare, l’agricoltura. Combinare questi tre elementi richiede però anche qui un approccio nuovo.

Ad oggi, le politiche culturali della città si sono limitate alla ricezione dei programmi delle Feste estive parrocchiali o di quartiere. Feste il cui unico target rimangono gli abitanti della città (e neanche tutti). Noi vorremmo operare in un’ottica di marketing territoriale, che riesca ad arrivare ai turisti potenziali, per far comprendere loro le enormi ricchezze che il nostro territorio offre.

Questo significa ovviamente adoperarsi preliminarmente, per far sì che il nostro territorio sia fruibile per eventuali turisti.

In questo senso, Ardea Domani intende:

  • Dotare la città di un Museo Civico Archeologico, cui affidare (di concerto con la Pro Loco di Ardea, vincitrice del bando poche settimane fa) anche la gestione dei siti archeologici situati nel nostro territorio (Castrum Inui, Monte della Noce, area archeologica di Casarinaccio, Oratorio cristiano Ipogeo) e di nuove “passeggiate archeologiche” che possono esser progettate nella città;
  • Occuparsi del restauro della Chiesa di Santa Marina, oggi in condizioni assai critiche, facendo leva anche su eventuali sponsor privati garantiti dall’Art Bonus del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali;
  • Realizzazione di un parco Manzù nell’area di fronte al Museo dove poter organizzare eventi a tema, tra i quali la Mostra Estemporanea d’Arte, voluta dall’artista;
  • Puntare su alcune eccellenze già presenti nel nostro territorio, in campo artistico e culturale (ad esempio: Associazione Filarmonica, Rutuli Cantores): sostenendo eventi ed iniziative culturali per la città capaci di valorizzare centro storico e litorale, ma anche portando la cultura nelle zone periferiche e “popolari” della città;
  • Dar vita ad un programma culturale che coinvolga le scuole per far leva sulla consapevolezza del patrimonio artistico e storico tra le nuove generazioni.

Occorre poi un vero e proprio Piano per il Litorale, concertato anche con gli operatori turistico-ricettivi del territorio, per trasformare una delle aree più sofferenti della città in una risorsa concreta, capace di attrarre un numero crescente di turisti.

Al contempo, intendiamo provvedere ad elaborare una Documento strategico di sviluppo per le Zone Rurali, in grado di stimolare e valorizzare non soltanto l’ospitalità dei turisti in strutture agrituristiche, ma anche di “fare sistema” attorno ai prodotti tipici del nostro territorio, anche facendo pressione sulle istituzioni superiori (Regione, Ministero per le Politiche Agricole).